Goliath, crescere insieme al proprio Pit.

Goliath, crescere insieme al proprio Pit.

Febbraio 20, 2019 0 Di Nicola Cibelli

La storia di Goliath dev’essere un esempio di come il Pitbull, non sia un cane per tutti, avere un pitbull come primo cane è possibile ma occorre informarsi e prepararsi. Se non lo si è fatto prima, bisogna essere in grado di individuare le proprie lacune e, con una sana autocritica, correre ai ripari.

Ci scrive Francesca.

Sono l’orgogliosa padrona di Goliath un pitbull di 6 anni. Nella sua crescita ho purtroppo fatto diversi errori ed ho imparato molto, questo ha portato ad avere accanto un grande amico e alleato ma con qualche problemino comportamentale.

La scelta di un pitbull

Ma partiamo dall’inizio, quando, io e l’ormai mio marito abbiamo deciso di far entrare il primo cane nelle nostre vite. Dopo averne parlato a lungo, abbiamo deciso per un Pitbull; perché per quanto belli nessuno poteva competere con il fascino che ci ha trasmesso da subito questa razza. Non volendo correre troppi rischi, abbiamo deciso per una scelta ragionata, la soluzione quindi è stata prendere un cucciolo da un allevamento dopo un periodo di formazione, per poterlo crescere in maniera responsabile.

Il trauma

Inizialmente è stato magico, più conoscevamo il mondo del pitbull e più ci innamoravamo. Goliath era un cucciolotto e ci ha fatto perdere la testa. Tutte le sere, dopo il lavoro, andavamo almeno un’oretta a farlo correre e giocare, convinti che per lui fosse un bene.

Nella nostra ingenuità però non avevamo considerato che i molti proprietari irresponsabili. Quelli che entrano, sguinzagliano il cane e se ne fregano; il risultato è stato che il nostro dolce cucciolo è stato attaccato da 4 cani in 4 diverse aree cani. In un occasione mi sono sentita anche rispondere (dopo che il suo cane aveva bucato il labbro al mio) “ultimamente fa cosi!!” non ti dico cosa gli avrei fatto. Questi attacchi hanno in qualche modo “traumatizzato” Goliath, che ad un certo punto ha iniziato a reagire con aggressività. Per fortuna i suoi attacchi non sono mai stati disastrosi, i danni sono stati al più un dentino da latte saltato.

La decisione di farsi seguire

Abbiamo quindi pensato di correre ai ripari portando Goliath ad addestrare. Ci siamo dedicati ad un addestramento di base, in sostanza l’educazione, questa decisione ci ha aiutato moltissimo. I veri allievi, in realtà, siamo stati noi; ci è stato insegnato a riconoscere il linguaggio fisico del cane e poter prevenire la reazione. Come sappiamo il pitbull non è un cane che da segnali verbali; abbiamo imparato quindi, a riconoscere i segnali fisici dell’attacco. Ci è stato fatto notare ad esempio, il cambia postura tipico che preavvisa un attacco. Spinge fuori il petto, la coda diventa rigida e dritta sembra quasi più alto, alza il pelo, cambia espressione e si concentra sull’obbiettivo.

La crescita personale

Questo ci ha portato ad avere una coscienza del cane diversa ed a evitare scontri che prima non saremmo stati capaci di prevedere. successivamente abbiamo avuto modo di conoscere un educatore cinofilo molto competente che ci ha mostrato come far interagire il nostro cane con altri cani in sicurezza, è stato un percorso lungo, ma ora Goliath ha qualche amico ben selezionato.

Ora Goliath è un cane dolcissimo con le persone, abbiamo un bambino di 2 anni che gli fa di tutto e ogni giorno mi sorprende positivamente per la pazienza che porta. Non ho dubbi che non gli farebbe nulla ma non li lasciamo mai soli. Sto ora cercando di educare mio figlio a rispettarlo e giocarci nel modo corretto, impresa più difficile che educare Goliath.

Gli strascichi

Dirti che i suoi problemi comportamentali non ci condizionano sarebbe mentire, sono anni, ad esempio, che non andiamo al mare, perché ci sono troppi proprietari che non riflettono e tengono i loro animali senza guinzaglio.Nonostante le limitazioni, nonostante i tanti soldi spesi per la rieducazione, nonostante i sacrifici e a volte lo stress che ci costa quotidianamente, non lo cambierei per nulla al mondo; è parte della famiglia e guai a chi me lo tocca.

Un pit è per sempre

Durante tutto il percorso, non abbiamo mai e mai ho pensato di abbandonarlo o di non sostenerlo nel suo percorso; non riesco nemmeno a capire come fanno le persone a farle queste cose, con uno sguardo mi ricompensa di tutto, è prima di essere il mio cane un grande amico e un fantastico alleato.

Non fate gli stessi errori

in conclusione quando si hanno animali con delle problematiche bisogna fare un po’ di autocritica e capire dove si è sbagliato. In futuro se dovessi prendere un altro cane non commetterò gli stessi errori. ad oggi per tutti i proprietari di cani il mio consiglio è di valutare bene chi è presente in un area cani prima di sguinzagliare il proprio; non mi riferisco solo agli animali che corrono, ma anche e soprattutto alle persone che li accompagnano.

Infine consiglio di conoscere il proprio cane, non solo caratterialmente, ma in tutti i suoi aspetti ed instaurare con lui un rapporto di fiducia reciproca per poter gestire al meglio ogni situazione.